Microbioma e emorroidi
Inhaltsverzeichnis
Cosa sono le emorroidi e quali cause e fattori di rischio le favoriscono
Qual è l'importanza della regolazione della defecazione per il retto?
Come influisce il microbioma intestinale sulla consistenza delle feci?
Qual è il legame tra la flora intestinale e la stitichezza cronica?
In che modo le infiammazioni nel retto sono collegate a uno squilibrio microbico?
Come influisce il microbioma intestinale sulle irritazioni della mucosa nel retto?
Qual è il legame tra alimentazione, microbioma e disturbi proctologici?
Quale ruolo svolgono gli alimenti fermentati nell’intestino crasso sensibile?
Cosa significa un sostegno completo per le emorroidi?
Come si può stabilizzare la flora intestinale e ridurre i disturbi attraverso la prevenzione?
Cosa sono le emorroidi e quali cause e fattori di rischio le favoriscono
Le emorroidi non sono una malattia in senso stretto, ma cuscinetti vascolari ben irrorati nel retto. Svolgono una funzione importante nella chiusura fine del canale anale. Solo quando questi cuscinetti vascolari si ingrandiscono, si spostano o sono sottoposti a carico permanente, si manifestano disturbi noti come patologia emorroidaria.

Come si sviluppano i disturbi emorroidari?
Di norma, una situazione cronica di pressione e carico nel retto è la causa della formazione delle emorroidi. Ripetuti sforzi intensi durante l'evacuazione, una consistenza sfavorevole delle feci o un tempo di permanenza prolungato delle feci nel retto aumentano la pressione sulle strutture vascolari. Col tempo, ciò può portare a un'espansione e a un malfunzionamento dei cuscinetti emorroidari.
Cause centrali in sintesi
Le cause principali possono essere riassunte funzionalmente:
- Stitichezza cronica con feci dure
- Evacuazioni irregolari o frequente sforzo
- Cambiamenti nella consistenza delle feci, ad esempio dovuti a fattori alimentari.
- Lunga permanenza in posizione seduta, specialmente sul water
- Aumento della pressione nella cavità addominale, ad esempio a causa di sovrappeso o gravidanza.
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Fattore di rischio |
Influenza funzionale sul retto |
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Feci dure |
Aumento del carico meccanico e della pressione da sforzo |
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Stitichezza cronica |
Pressione prolungata sui cuscinetti vascolari |
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Dieta povera di fibre |
Consistenza sfavorevole delle feci |
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Mancanza di movimento |
Movimento intestinale rallentato |
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Lunga permanenza seduti |
Aumento della congestione venosa nel retto |
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Età |
Diminuzione della tensione tissutale |
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Gravidanza |
Aumento della pressione intra-addominale |
Classificazione medica
Le emorroidi non si formano improvvisamente e non sono nemmeno il risultato di singoli errori alimentari. Si sviluppano piuttosto nel tempo attraverso l'interazione di diversi fattori di rischio. Un approccio sostenibile mira quindi a ridurre i fattori di carico, in particolare attraverso una regolazione stabile delle feci e il sollievo del retto.
Qual è l'importanza della regolazione della defecazione per il retto?
Il retto non "soffre" principalmente di malattie, ma di condizioni di svuotamento sfavorevoli. La regolazione delle feci decide se il retto viene sollevato dal carico o è costantemente sovraccaricato.

Il retto come sensore di carico
Il retto non è un organo digestivo, ma un'area sensibile di accumulo e controllo. Non risponde ai nutrienti, ma a pressione, distensione, attrito e tempo. Proprio qui interviene la regolazione delle feci.
- Con quale frequenza si evacua
- per quanto tempo la feci rimane nel retto
- e quanta pressione è necessaria durante l'evacuazione determina se il retto rimane funzionalmente stabile o si irrita.
Questi tre fattori determinano se il retto rimane funzionalmente stabile o si irrita.
Cosa succede concretamente in caso di regolazione delle feci alterata
La regolazione delle feci non agisce in modo astratto, ma meccanico:
- Feci troppo dure → aumento della pressione durante la spinta → sovradistensione della mucosa e dei cuscinetti vascolari
- Feci troppo morbide o frequenti → ambiente umido e soggetto a irritazioni → stress della mucosa
- Evacuazione irregolare → carico variabile → mancanza di adattamento del tessuto
Il retto è la parte che non può compensare questi carichi, ma li "subisce" direttamente.
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Situazione quotidiana |
Effetto sul retto |
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Evacuazione solo ogni pochi giorni |
Fase di pressione prolungata nel retto |
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Spinta intensa |
Sollecitazione acuta di vasi e mucose |
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"Maratona da seduti" sul water |
Congestione venosa nella zona anale |
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Alternanza tra feci dure e morbide |
Stress da irritazione senza fase di recupero |
Una regolazione alterata delle feci non è una diagnosi, ma uno dei fattori di rischio funzionali più rilevanti per:
- Emorroidi
- Irritazioni della mucosa
- Bruciore e prurito anale
- Evoluzione delle problematiche proctologiche
Agisce in modo amplificatore, non come causa unica.
Come influisce il microbioma intestinale sulla consistenza delle feci?
Causa → Processo → Risultato
Cause: Il microbioma intestinale determina come i residui alimentari vengono ulteriormente elaborati nel colon dopo che la digestione vera e propria è terminata.

Processo: Nel colon, i batteri intestinali metabolizzano componenti indigeribili. In questo modo influenzano tre leve decisive della consistenza delle feci:
- Ritenzione idrica nel contenuto intestinale
- Formazione di gas e volume
- Struttura e scorrevolezza delle feci
A seconda della composizione e dell'attività del microbioma, viene trattenuta più o meno acqua, rendendo le feci più solide, più morbide o di forma irregolare.
Risultato: Un microbioma equilibrato favorisce generalmente una forma uniforme e una consistenza scorrevole delle feci, mentre un equilibrio microbico alterato può essere associato a feci dure, grumose o irregolari.
Due scenari tipici dalla pratica
Scenario 1: Attività microbica ridotta
- Meno fermentazione batterica
- Minore legame dell’acqua
→ Feci secche e dure
Quando l’attività microbica nel colon è ridotta, i componenti alimentari indigeribili vengono processati solo parzialmente. Di conseguenza, si lega meno acqua nel contenuto intestinale, rendendo le feci sempre più dense. La fermentazione batterica ridotta modifica inoltre la struttura delle feci, rendendole più dure e secche. Di conseguenza aumenta la resistenza meccanica durante la defecazione, richiedendo spesso uno sforzo maggiore. Ciò comporta un carico aumentato sulla mucosa e sulle strutture vascolari del retto, soprattutto se questa condizione persiste a lungo.
Scenario 2: Microbioma squilibrato
- Processi metabolici irregolari
- Distribuzione dell’acqua variabile
→ Alternanza tra feci dure e morbide
Un microbioma intestinale squilibrato porta a processi metabolici microbici irregolari. Alcuni gruppi batterici sono sovrarappresentati, mentre altri mancano. Ciò rende instabile la regolazione del legame dell’acqua e della struttura delle feci. Questo può causare alternanze tra fasi con feci molto dure e fasi con feci più morbide o pastose. Tali fluttuazioni rappresentano una sfida particolare per il retto, poiché la mucosa e il tessuto non possono adattarsi a condizioni di carico costanti. La conseguenza è una maggiore sensibilità del retto, anche in assenza di una malattia autonoma.
Entrambe le situazioni aumentano il carico meccanico durante la defecazione – in particolare per il retto.
Perché il microbioma non è un «produttore di feci»
Importante è la delimitazione funzionale:
Il microbioma intestinale non produce le feci, ma ne modula le proprietà. Alimentazione, assunzione di liquidi e motilità intestinale rimangono fattori centrali, il microbioma agisce regolando in background.
conseguenza rilevante per il retto
Poiché la consistenza delle feci determina in modo decisivo,
- quanto forte bisogna spingere
- quanta attrito si genera
- per quanto tempo la feci rimane nel retto
il microbioma intestinale agisce indirettamente, ma in modo decisivo, sul carico del retto.
Qual è il legame tra la flora intestinale e la stitichezza cronica?
Tra stitichezza cronica e flora intestinale esiste una relazione reciproca. Una flora intestinale alterata può aggravare la stitichezza e la lentezza intestinale, mentre una stitichezza persistente compromette l'equilibrio microbico nell'intestino.
Esiste un legame funzionale, ma non un semplice meccanismo causa-effetto.

La stitichezza cronica di solito non nasce da un singolo fattore scatenante. La flora intestinale non agisce come causa unica, ma come fattore che amplifica o stabilizza un circolo che rende sempre più difficile l'evacuazione.
Non è ancora completamente chiarito come esattamente la flora intestinale sia coinvolta nel processo della stitichezza.
Nel colon, la flora intestinale influisce sull'intensità con cui i residui alimentari indigeribili vengono ulteriormente processati. Se l'attività microbica è ridotta o squilibrata, questi processi rallentano. Il contenuto intestinale rimane più a lungo nel colon, sottraendo progressivamente acqua alle feci. Il risultato è una massa fecale dura e secca, difficile da trasportare.
Contemporaneamente, la flora intestinale influenza il movimento intestinale indirettamente tramite i prodotti metabolici microbici. Se questo equilibrio di segnali è alterato, la naturale progressione del contenuto intestinale può rallentare. La conseguenza è un tempo di transito prolungato che aggrava ulteriormente la stitichezza.
Il circolo vizioso della stitichezza cronica
La stitichezza cronica si sviluppa spesso in un circolo vizioso autoalimentante: un transito intestinale rallentato modifica l'ambiente intestinale. Questo ambiente sfavorevole compromette a sua volta la flora intestinale, che a sua volta accentua l'indurimento delle feci. Con il tempo, l'intestino si adatta a questa situazione, attenuando lo stimolo naturale alla defecazione.
Importanza per il retto
Per il retto, la stitichezza cronica rappresenta un carico meccanico permanente. Feci dure e spinte ripetute aumentano la pressione sulla mucosa e sulle strutture vascolari. Anche se la flora intestinale non è la causa primaria della stitichezza, contribuisce a consolidare e cronicizzare questo carico.
Classificazione funzionale
È importante una distinzione precisa: la flora intestinale non è un fattore scatenante in senso medico, ma modula la consistenza delle feci e il movimento intestinale. Una flora intestinale alterata può peggiorare o mantenere una stitichezza esistente, ma non è responsabile di tutte le forme di stipsi cronica.
In che modo le infiammazioni nel retto sono collegate a uno squilibrio microbico?
Le infiammazioni nel retto sono spesso associate a un equilibrio microbico disturbato. Questo rende l'ambiente mucoso più sensibile. Il microbioma non influisce direttamente sulla comparsa delle infiammazioni, ma è determinante per la resistenza del retto alle sollecitazioni quotidiane.

Quando l'equilibrio viene perso
Un disequilibrio microbico nell'intestino non influisce solo sulla digestione e sulla consistenza delle feci, ma può anche aumentare notevolmente la sensibilità del retto agli stimoli. Le infiammazioni nel retto raramente si sviluppano in modo isolato, ma spesso si manifestano su un microambiente intestinale locale cronicamente alterato.
Il ruolo del microambiente intestinale nel retto
Il retto è particolarmente sensibile ai cambiamenti del microambiente intestinale, poiché la sua mucosa è regolarmente a contatto con contenuti intestinali concentrati. Se l'equilibrio microbico si altera, cambiano la composizione e le proprietà delle feci, nonché le condizioni chimiche nel retto. Ciò può rendere la mucosa meno resistente agli stimoli meccanici e chimici.
I microrganismi come fattori di influenza indiretti
Un disequilibrio microbico non significa necessariamente la presenza di "germi dannosi", ma spesso un rapporto squilibrato tra gruppi batterici funzionalmente importanti. Ciò può indebolire i processi regolatori che normalmente contribuiscono alla stabilità della mucosa. La conseguenza è una maggiore reattività, in cui anche sollecitazioni quotidiane come l'evacuazione o l'umidità possono favorire reazioni infiammatorie.
Le reazioni infiammatorie sono un meccanismo di protezione
Le infiammazioni nel retto sono inizialmente una reazione di difesa e protezione dell'organismo. In caso di disequilibrio microbico persistente, queste reazioni vengono però ripetutamente attivate senza che si creino adeguate fasi di recupero. Ciò può portare a stati irritativi cronici, che si manifestano con bruciore, senso di pressione o aumentata sensibilità della mucosa.
Distinzione dalle malattie specifiche
Non ogni reazione infiammatoria nel retto è espressione di una malattia autonoma, come una proctite infettiva o cronico-infiammatoria. Spesso si tratta di processi infiammatori funzionali, favoriti da un microambiente intestinale sfavorevole, problemi di evacuazione o sollecitazioni meccaniche. Tuttavia, disturbi persistenti o in aumento dovrebbero sempre essere valutati da un medico.
Inquadramento nel contesto generale
Un disequilibrio microbico nel retto non agisce come unico fattore scatenante, ma come amplificatore dei processi infiammatori. In combinazione con feci dure, sforzi frequenti o umidità, può contribuire a consolidare stati irritativi infiammatori.
Come influisce il microbioma intestinale sulle irritazioni della mucosa nel retto?
Il microbioma intestinale non influenza direttamente le irritazioni della mucosa, ma agisce attraverso il microambiente intestinale e la consistenza delle feci. Un equilibrio microbico stabile contribuisce a mantenere la mucosa resistente e a ridurre gli stati irritativi funzionali nel retto.
Dal microbioma alla mucosa – una catena di irritazione
Le irritazioni della mucosa nel retto di solito non sono causate da singoli fattori scatenanti, ma da una catena funzionale di irritazione che spesso ha inizio con il microbioma intestinale. In questo processo, il microbioma non agisce direttamente in modo dannoso, ma influenza le condizioni in cui la mucosa viene sollecitata o protetta.
Passo 1: equilibrio microbico e ambiente intestinale
Un microbioma intestinale equilibrato contribuisce a un ambiente intestinale stabile. Quando questo equilibrio viene alterato, cambiano la composizione e le proprietà del contenuto intestinale. Tra questi vi sono il pH, la capacità di trattenere acqua e la composizione chimica delle feci. Questi fattori determinano quanto il contatto tra feci e mucosa sia poco o molto irritante.
Passo 2: mucosa come superficie di contatto
La mucosa del retto è costantemente esposta a influenze meccaniche e chimiche. Se l'ambiente intestinale è sfavorevole, la mucosa diventa più suscettibile a microirritazioni – anche durante attività quotidiane come la defecazione o il contatto prolungato con l'umidità. Ciò può indebolire la funzione protettiva naturale della mucosa.
Passo 3: irritazione invece di infiammazione
Le irritazioni della mucosa non sono automaticamente malattie infiammatorie. Spesso si tratta di stati funzionali di irritazione che si manifestano con bruciore, prurito o una sensazione di pressione sgradevole. Uno squilibrio microbico può favorire questi stati irritativi abbassando la soglia di sensibilità della mucosa.
Perché il microbioma non è un fattore scatenante diretto
È importante la distinzione medica:
Il microbioma intestinale non provoca irritazioni della mucosa in senso patologico. Piuttosto, agisce come un modulatore che determina quanto la mucosa sia resistente agli stress meccanici, chimici e legati all'umidità.
Importanza per il retto
Poiché il retto è la parte in cui le feci vengono temporaneamente immagazzinate, le variazioni del microbioma intestinale si riflettono qui in modo particolarmente evidente. Un ambiente intestinale sfavorevole a lungo termine può portare a irritazioni della mucosa più frequenti o prolungate, anche in assenza di una malattia specifica.
Qual è il legame tra alimentazione, microbioma e disturbi proctologici?
I disturbi proctologici sono generalmente il risultato di un'interazione tra alimentazione, microbioma e regolazione intestinale e non possono essere attribuiti a un singolo fattore scatenante. Sebbene alimentazione e microbioma non causino direttamente malattie proctologiche in senso stretto, influenzano significativamente il carico sul retto. Pertanto, agiscono come fattori concomitanti e amplificatori rilevanti nel manifestarsi dei disturbi.

Tre livelli – una connessione funzionale
I disturbi proctologici raramente si manifestano isolatamente. In molti casi, alimentazione, microbioma intestinale e carico sul retto agiscono come livelli interconnessi che si influenzano reciprocamente e possono amplificare o attenuare i disturbi.
Livello 1: Alimentazione come punto di partenza
L'alimentazione stabilisce la base per il contenuto intestinale che raggiunge il retto. Tipo, composizione e regolarità del cibo influenzano il volume delle feci, il contenuto d'acqua e la scorrevolezza. Un'alimentazione povera di fibre e squilibrata favorisce feci dure o irregolari, mentre un'alimentazione adeguata può contribuire a condizioni di evacuazione più stabili.
Livello 2: Microbioma come istanza mediatrice
Il microbioma intestinale elabora ulteriormente i residui alimentari e decide come le feci vengono strutturate e regolate. Un'attività microbica equilibrata supporta un ambiente intestinale stabile, mentre uno squilibrio può destabilizzare la consistenza delle feci. Il microbioma non agisce come causa di malattia, ma modula le condizioni funzionali nell'intestino.
Livello 3: Il retto come punto di carico
Il retto è la sezione che sperimenta direttamente le conseguenze funzionali dell'alimentazione e del microbioma. Una consistenza sfavorevole delle feci, uno sforzo frequente o un ambiente intestinale irritabile possono portare a un aumento del carico meccanico e chimico sulla mucosa. Ciò può favorire disturbi proctologici come bruciore, prurito, sensazione di pressione o sintomi emorroidari.
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Disturbo |
Riferimento funzionale a alimentazione & microbioma |
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Emorroidi |
Sforzo dovuto a feci dure o irregolari |
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Bruciore / prurito anale |
Ambiente intestinale irritabile, condizioni umide |
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Irritazioni della mucosa |
Struttura sfavorevole delle feci, tempo di contatto prolungato |
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Fessura anale (favorita funzionalmente) |
Aumento della resistenza durante la defecazione |
Quale ruolo svolgono gli alimenti fermentati nell’intestino crasso sensibile?
In caso di retto sensibile, non è determinante se gli alimenti fermentati siano «buoni o cattivi», ma come influenzano la consistenza delle feci e la percezione personale del disturbo.

Valutare invece di dare raccomandazioni generiche
In caso di retto sensibile, gli alimenti fermentati non sono né fondamentalmente problematici né automaticamente utili. Ciò che conta è come influenzano il comportamento delle feci e l'ambiente locale dell'intestino e quanto bene vengono tollerati individualmente.
Potenziali benefici da un punto di vista funzionale
Gli alimenti fermentati portano già con sé strutture microbicamente pre-elaborate. In combinazione con un'alimentazione adeguata, possono contribuire a rendere le feci più uniformi e più facili da evacuare. Una consistenza stabile delle feci riduce il carico meccanico sul retto e può quindi attenuare indirettamente gli stati irritativi.
Inoltre, gli alimenti fermentati influenzano il microbiota intestinale, con effetti che si estendono fino al retto. Un ambiente più equilibrato può rendere la mucosa meno suscettibile a sfregamenti, umidità e stimoli chimici.
Possibili sfide con un retto sensibile
Contemporaneamente, gli alimenti fermentati contengono acidi organici e prodotti metabolici attivi che possono essere percepiti come irritanti da persone sensibili. In particolare, prodotti fortemente fermentati o in quantità maggiori possono causare in alcuni soggetti un aumento dell'urgenza di defecare, feci più morbide o una sensazione di bruciore nel retto.
Un retto sensibile di solito non reagisce all'alimento in sé, ma alla consistenza modificata delle feci o alla frequenza di svuotamento.
Tolleranza individuale come principio guida
In caso di retto sensibile, gli alimenti fermentati dovrebbero quindi essere introdotti lentamente, in piccole quantità e distribuiti bene nella quotidianità. Le varianti lievemente fermentate sono spesso meglio tollerate rispetto ai prodotti fortemente stagionati. È importante un'attenta auto-osservazione per riconoscere come si sviluppano la defecazione e la sensazione rettale.
Classificazione funzionale
Gli alimenti fermentati non sono una cura per i disturbi del retto. Tuttavia, se ben tollerati individualmente, possono far parte di un'alimentazione che allevia funzionalmente il retto contribuendo a stabilizzare le condizioni delle feci.
Cosa significa un sostegno completo per le emorroidi?
Il supporto olistico per le emorroidi significa alleviare le cause, proteggere funzionalmente il retto e integrare miratamente le misure locali – invece di trattare i sintomi isolatamente. Le emorroidi sono una patologia proctologica che dovrebbe essere seguita da un medico. Le misure olistiche – composte da regolazione della defecazione, alimentazione amica dell'intestino, adattamento dello stile di vita e cura locale della mucosa con dispositivi medici come CANNEFF® SUP – sono intese come un concetto di supporto complessivo, non come sostituto della terapia medica.

Non si tratta di una singola misura, ma di un gioco di squadra.
Emorroidi non possono essere influenzate a lungo termine da un singolo approccio. Un supporto olistico parte quindi da dove si manifestano i disturbi: nella regolazione della defecazione, nel sollievo del retto e nella protezione della mucosa. L'obiettivo è ridurre i fattori di stress e sostenere le funzioni naturali del retto.
1. Sollievo funzionale tramite la regolazione delle feci
Una consistenza delle feci uniforme e ben tollerata è la base più importante. Riduce lo sforzo, abbrevia il tempo di evacuazione e diminuisce la pressione sui cuscinetti vascolari. Qui agiscono come leve centrali l'alimentazione, l'assunzione di liquidi e un ritmo regolare di utilizzo del bagno.
2. Considerazione dell'ambiente intestinale e del microbioma
Il microbioma intestinale influenza la forma delle feci e garantisce che l'ambiente intestinale rimanga poco irritante. Un'alimentazione equilibrata, eventualmente integrata con alimenti fermentati ben tollerati, può contribuire a ridurre i carichi funzionali nel retto, senza essere considerata una terapia.
3. Supporto locale della mucosa rettale
Oltre alle misure funzionali, la cura e la rigenerazione locale della mucosa svolgono un ruolo importante. Qui si utilizzano prodotti medici convenzionali.
CANNEFF® SUP Supposte con CBD e acido ialuronico vengono utilizzate come supporto per idratare, proteggere e favorire la rigenerazione della mucosa rettale. L'acido ialuronico contribuisce al legame dell'umidità, mentre il CBD possiede proprietà antinfiammatorie. L'applicazione è locale e integra le misure alimentari e di stile di vita senza sostituirle.
4. Stile di vita come fattore stabilizzante
Movimento regolare, routine che riducono lo stress e l'evitare di stare seduti a lungo – soprattutto sul water – sono di supporto. Aiutano a ridurre le congestioni venose nel retto e a non aggravare ulteriormente i carichi funzionali.
Come si può stabilizzare la flora intestinale e ridurre i disturbi attraverso la prevenzione?
La prevenzione dei disturbi legati all'intestino retto significa stabilizzare la flora intestinale e ridurre precocemente i carichi funzionali – prima che si sviluppino sintomi o diventino cronici.

La prevenzione inizia prima del sintomo
I disturbi proctologici si sviluppano solitamente in modo graduale. La prevenzione quindi non inizia solo con il dolore o i cambiamenti visibili, ma con la stabilizzazione delle basi funzionali, in particolare della flora intestinale e della regolazione delle feci.
La leva preventiva: un ambiente intestinale stabile.
Una flora intestinale equilibrata assicura che il contenuto intestinale venga elaborato in modo uniforme e che le feci non siano né troppo dure né irritanti. Ciò riduce il carico meccanico nel retto. La prevenzione in questo contesto non significa "intervenire", ma evitare i carichi prima che si manifestino.
Tre leve preventive nella vita quotidiana
1. Regolarità invece di perfezione: Un ritmo stabile nei pasti e nell'evacuazione sostiene il movimento intestinale e previene che le feci rimangano troppo a lungo nel colon.
2. Non irritare la flora intestinale, ma accompagnarla: Una dieta ricca di fibre e ben tollerata costituisce la base. Gli alimenti fermentati possono – adattati individualmente – avere un effetto complementare, purché stabilizzino la consistenza delle feci e non causino irritazioni.
3. Alleviare precocemente il retto: Anche senza disturbi acuti vale la pena evitare sforzi, sedute prolungate sul water e variazioni nella consistenza delle feci. La prevenzione si manifesta soprattutto nell'eliminare abitudini stressanti.
Cosa non è la prevenzione
La prevenzione non significa uso continuo di prodotti né autotratamento di possibili malattie. Non sostituisce la diagnosi o la terapia medica, ma mira a minimizzare i fattori di rischio funzionali prima che insorgano o si consolidino i disturbi.
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Approccio preventivo |
Effetto sui disturbi |
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Flora intestinale stabile |
Consistenza delle feci più uniforme |
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Regolarità intestinale |
Meno pressione durante la defecazione |
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Ambiente intestinale a basso stimolo |
Alleviamento della mucosa |
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Stile di vita consapevole |
Riduzione dei carichi funzionali |
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