Secchezza vaginale causata dalla terapia oncologica

Krebspatientinnen erleben oft, dass der Problematik der Scheidentrockenheit während oder nach einer Krebstherapie nur wenig Beachtung geschenkt wird. Beschwerden durch eine trockene Scheide treten häufig im Zusammenhang mit einer Chemotherapie, Bestrahlung oder einer Antihormontherapie – z.B. bei der Behandlung von Brustkrebs – auf. Diese Symptome können die Lebensqualität der Betroffenen weiter einschränken. Doch sie sind nicht allein und es gibt hormonfreie Behandlungsmöglichkeiten, die helfen, die Beschwerden der vaginalen Trockenheit zu lindern.
Philip Schmiedhofer, MSc

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Philip Schmiedhofer, MSc

Inhaltsverzeichnis

Perché la terapia contro il cancro può causare secchezza vaginale?

Le malattie tumorali vengono spesso trattate con chemioterapia o radioterapia per distruggere le cellule tumorali aggressive e impedirne la crescita ulteriore.

L'uso della radioterapia e l'impatto sulle mucose

La radioterapia è un metodo di trattamento efficace per una vasta gamma di tumori. Viene utilizzata per distruggere le cellule tumorali irradiandole con radiazioni intense.

Secchezza vaginale causata dalla chemioterapia

La chemioterapia è il trattamento con i cosiddetti citostatici.

Secchezza vaginale dovuta a terapia ormonale

In alcune forme di cancro, in particolare nella maggior parte dei tipi di tumore al seno, l'ormone sessuale femminile estrogeno gioca un ruolo centrale, poiché può essere coinvolto nella crescita di alcuni tumori.

Conclusione

Le pazienti oncologiche possono soffrire di secchezza vaginale durante il trattamento a causa della radioterapia, chemioterapia o terapia antiormonale.

Perché la terapia oncologica può causare secchezza vaginale?

Le malattie oncologiche vengono spesso trattate con chemioterapia o radioterapia per distruggere le cellule tumorali aggressive e impedirne la crescita. Sebbene molte terapie oncologiche possano essere eseguite in modo mirato e relativamente delicato, non sono sempre prive di effetti collaterali. Oltre allo stress causato dalla malattia stessa, durante la radioterapia, la chemioterapia o l’uso di antiestrogeni possono manifestarsi vari effetti collaterali. Nelle donne, l’effetto collaterale più comune è la secchezza vaginale.

L’uso della radioterapia e l’effetto sulle mucose

La radioterapia è un metodo di trattamento efficace per molte forme di cancro. Viene utilizzata per distruggere le cellule tumorali irradiandole con radiazioni intense. Può essere impiegata come monoterapia o come parte di una terapia combinata. Esistono diversi tipi di radiazioni usate nel trattamento, come i raggi X, i raggi gamma e i protoni. La radioterapia può aiutare ad alleviare i sintomi e rallentare la crescita delle cellule tumorali. Sebbene sia un trattamento efficace, può anche causare effetti collaterali gravi, tra cui irritazioni cutanee, stanchezza, perdita di appetito e diarrea. Può inoltre provocare effetti a lungo termine come perdita di capelli, infezioni e danni agli organi. Una radioterapia nella zona pelvica può avere anche effetti indesiderati sulla mucosa vaginale e causare secchezza vaginale. In caso di tumori specifici dell’area pelvica, come il cancro della cervice uterina, la radioterapia può essere mirata a eliminare le cellule tumorali. Purtroppo, ciò può anche danneggiare i tessuti sani della vagina, causando dolore, prurito o secchezza vaginale.

Secchezza vaginale causata dalla chemioterapia

La chemioterapia è un trattamento che utilizza i cosiddetti citostatici. Questi agiscono sulla divisione cellulare per inibire la crescita delle cellule tumorali. Tuttavia, la chemioterapia può anche influenzare rapidamente le cellule in divisione come i follicoli piliferi, la pelle e le mucose, causando effetti collaterali noti come pelle secca e pruriginosa, diarrea e perdita di capelli. Spesso si dimentica però che anche la pelle della vagina e dell’area genitale esterna può essere vulnerabile agli effetti negativi della chemioterapia. Nonostante l’attenzione sia rivolta al trattamento del tumore, la secchezza vaginale – a seconda della gravità – può causare un notevole disagio e sintomi spiacevoli che rappresentano un ulteriore carico fisico e psicologico.

Secchezza vaginale causata dalla terapia ormonale

In alcune forme di cancro, in particolare nella maggior parte dei tumori al seno, l’ormone sessuale femminile estrogeno gioca un ruolo centrale, poiché può contribuire alla crescita di alcuni tumori. Per questo motivo, la terapia antiormonale utilizza diversi farmaci per bloccare la produzione naturale di estrogeni o per inibire l’effetto degli estrogeni presenti. In questo modo si cerca di rallentare la crescita dei tumori estrogeno-dipendenti. Tuttavia, gli estrogeni influenzano anche la produzione di liquido vaginale e la salute della mucosa vaginale. Pertanto, antiestrogeni, analoghi del GnRH o inibitori dell’aromatasi, impiegati nella terapia antiormonale, possono avere effetti anche sulla mucosa vaginale. La secchezza vaginale nella vagina, all’ingresso vaginale e nell’area genitale esterna, spesso accompagnata da prurito, bruciore e dolore, è una conseguenza frequente.

Conclusione

Le pazienti oncologiche possono soffrire di secchezza vaginale durante il trattamento con radioterapia, chemioterapia o terapia antiormonale. Questo può causare dolore, prurito o disagio, limitando ulteriormente la qualità della vita delle persone colpite. Proprio qui possono aiutare i supposti CANNEFF VAG SUP con CBD ! Si tratta di un trattamento non ormonale che può contribuire ad alleviare i sintomi della secchezza vaginale e migliorare la qualità della vita.

Philip Schmiedhofer, MSc

Philip Schmiedhofer, MSc

Philip è amministratore delegato e cofondatore di cannhelp GmbH. Con una laurea in ingegneria biomedica e biologia molecolare, specializzato in neuroscienze e con un focus sui cannabinoidi, è riconosciuto come esperto nell'applicazione dei cannabinoidi in medicina. In qualità di consulente per dispositivi medici, dirige anche la vendita di cannmedic e offre consulenze specializzate per i professionisti del settore medico. La sua esperienza comprende lo sviluppo e la commercializzazione di prodotti a base di cannabinoidi. Nel campo della ricerca, partecipa a importanti studi di base presso il Centro di Ricerca sul Cervello dell'Università Medica di Vienna. Come cofondatore e attuale amministratore delegato di cannmedic GmbH, pioniere nel commercio di dispositivi medici a base di CBD, vanta una lunga esperienza imprenditoriale. Inoltre, mantiene una vasta rete nel settore e consiglia aziende internazionali attive nel campo dei cannabinoidi medici.